Feeling. Magnetismo Presente o dal Passato?

Cosa si nasconde dietro la parola feeling? Ebbene, una grande giostra biologica e psichica. Infatti, il nostro cervello coglie e aggiunge una varietà di segnali. Spiegare il tutto nel dettaglio sarebbe complesso, ma provate a pensare al nostro cervello come a una spugna. Iniziamo ad assorbire segnali attraverso i cinque sensi, quel che non sappiamo però, è che questi segnali spesso sono più complessi di quel che pensiamo.

sfiducia fra persone

Ad esempio, attraverso la vista capiamo se siamo attratti dall’estetica di una persona, pensando che sia sufficiente il colore degli occhi o dei capelli che preferiamo, ma nel frattempo elaboriamo altre informazioni complesse come il suo linguaggio non verbale: la mimica del volto, il portamento e molto altro. Il cervello confronta tutti questi segnali con una vastità di ricordi precedenti. Lo avreste mai detto? Durante una conoscenza, il cervello osserva, ascolta e razionalizza nuovi livelli di simpatia o di antipatia, attraverso gli elementi che trae di volta in volta. Ma in quest’architettura complessa svolgono ruoli importantissimi anche una miriade di recettori (come i feromoni) e l’amigdala che è un importantissimo processore d’emozioni. Quest’ultima collega ogni emozione con la memoria. Così si attivano la confidenza o la diffidenza, la fiducia o la sfiducia, la voglia di contatto o di distanza e così via.

Ma come mai a volte incontriamo una persona per la prima volta e ci sta antipatica sin da subito? Perché la memoria non è sempre conscia ed è anche condizionata dalle esperienze passate. Dunque, se queste esperienze sono state negative, causandoci sofferenza, il feeling gioca da avversario.

antipatia ricordo negativo

Un altro esempio è quando proviamo simpatia per una persona che ci ricorda qualcuno a cui abbiamo voluto bene e che in qualche modo ci ha reso felici. In tal caso c’è il rischio di proiettare un’emozione o un’aspettativa positiva su qualcuno che poi non si rivela come specchio della realtà. Per non parlare delle illusioni/delusioni  d’amore che bene o male tutti collezioniamo! Invece, se pensiamo al feeling come a uno sguardo d’intesa, di tolleranza e di collaborazione nella società ad ampio spettro emotivo e intellettuale, possiamo notarne il suo ruolo positivo.

Adesso accedete ai ricordi del cuore e se ve la sentite, concedetevi una riflessione con me. A quanti di voi è mai capitato di conoscere una persona e sentirvi di colpo oltre lo spazio e il tempo, in una dimensione estemporanea in cui esistono solo un linguaggio tutto vostro e una sensazione sotto pelle che non muore mai?

rapporto di coppia

Provate adesso a pensare che vi sia riaccaduto con la medesima persona dopo poco o molto tempo. È stato come se non fosse passato un attimo dall’ultima volta, vero? Che bella sensazione! La forza di due calamite, nessun muro innalzato, la perdita della cognizione del tempo, il magnetismo, la fiducia, il benessere, la cura… Sono sicura che piaccia anche a voi l’idea di pensare che vada tutto ben oltre l’attrazione fisica, la chimica, di qualcosa che perdura e non svanisce nel tempo. Quel qualcosa di speciale che saprà riproporti quella persona, anche quando la avrai ritrovata lungo le strade di lontane e vicine scelte.

Mi piace pensare al feeling come a una grande cassa di risonanza, come a un desiderio di abbandono che contempla spesso passati ricordi nella memoria. Ricordi che si prendono per mano a uno a uno e noi che custodiremo e rincorreremo quelle mani per sempre.

Forse basta sapere ascoltare la musica che il feeling ci infonde dentro. Forse basta un minimo di premura nel non proiettare su qualcuno nostre note confuse dal bisogno di stima o d’affetto. Note confuse che trascriviamo su altri come sinfonie di aspettative e restando poi delusi quando le battute non suoneranno come avremmo voluto. E allora? Sintonizziamoci su quell’ascolto autentico che parla di noi stessi e che ci insegna il valore delle ali e delle carezze nei viaggi emotivi assieme agli altri.

Articolo scritto da: Lucrezia Lerose

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