Chiunque viva a Torino e non ha la fortuna di avere un’automobile avrà sicuramente avuto occasione di prendere quel fantastico tram che è il 4. Il 4 è un tram molto veloce, passa spesso, taglia tutta la città da nord a sud, nel suo tragitto tocca, tra gli altri posti, Porta Nuova, via Gribaldi, Porta Nuova. E’ una linea molto utilizzata, forse la più utilizzata della città. Tutti salgono sul 4: lavoratori che non vogliono cercare parcheggio in centro, turisti che arrivano in città, giovani che vanno a fare le “vasche” in via Garibaldi, ma chi più utilizza la linea sono gli extracomunitari. Vengono da tutte le parti del mondo e popolano il tragitto con le loro lingue variegate, le loro usanze e modi di vestire a volte simili, a volte diversi dai nostri. Quando prendo il 4 mi capita spesso di interrogarmi riguardo al razzismo. Mi chiedo il motivo per cui alcune etnie infastidiscano i passeggeri più di altre, mi interrogo l’importanza e il significato dell’integrazione. Una zingara che si rifiuta di pagare il biglietto provoca una reazione di rabbia in chiunque veda la scena, ma quanti di noi hanno preso il pullman e la metro senza biglietto almeno una volta? E allora cosa di lei ci infastidisce? La sfacciataggine? Forse. Quali sono gli aspetti delle altre culture che ci irritano maggiormente? Cosa è insopportabile per noi? Tutte queste domande mi fanno considerare il razzismo come qualcosa di vivo e presente nella vita di tutti i giorni e le dichiarazioni di alcuni politici sicuramente non aiutano. Voi siete d’accordo?

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