Perché la Questione Migranti ci Attiva Così Tanto?

I social network negli ultimi giorni sono bombardati da post contro o pro migranti. Il divieto ad approdare sul nostro territorio, imposto alla nave Aquarius con a bordo 629 migranti dal neo ministro dell’interno Matteo Salvini, ha scatenato gli italiani.

Da una parte, una porzione di popolazione si è scagliata contro il leader della Lega, ritenendolo privo di umanità e reo di ricercare approvazione politica sulla pelle di esseri umani in pericolo.

Dall’altra parte, i cittadini pro Salvini, vedono in lui il paladino che li difende contro l’oppressione di Germania e Francia, colui che per primo dopo tanti anni mette gli interessi degli italiani davanti a agli altri.

In brevissimo tempo i toni sono diventati sgradevoli, con le persone appartenenti ai due schieramenti che continuano da giorni ad attaccarsi vicendevolmente con violenza.

Questa vicenda ha infatti tutti gli ingredienti per accendere gli animi: tratta di diritti umanitari, è molto famosa a livello mediatico ed è una prova evidente dell’operato del nuovo governo.

Ma a livello psicologico che cosa scatena? Uno degli elementi più importanti è il concetto di appartenenza all’in-group: tutti gli esseri umani hanno bisogno di sentirsi parte di un gruppo e per sostenere la propria autostima hanno bisogno di pensare che il proprio gruppo di appartenenza possieda valori morali, umani ed emotivi più alti rispetto agli altri gruppi.

Diventa quindi per noi fondamentale lottare per il nostro gruppo, difenderlo e soprattutto svalutare e sminuire l’altro: ne va della nostra identità, del modo in cui percepiamo noi stessi.

La domanda che ci si potrebbe porre è: perché ho bisogno di svalutare l’altro per sentirmi bene? È infatti onorevole difendere le proprie idee, ma è ancora più arricchente poterlo fare accogliendo le opinioni contrarie.

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