Perché le parole di Buffon ci colpiscono

Il capitano della Juventus e della Nazionale mostra tutte le sue fragilità emotive, fino ad ora ben nascoste.

Per un italiano Buffon è un simbolo. Anche chi non sa nulla di calcio sa chi è Buffon. E’ uno di quei personaggi che si riconoscono al volo, le cui dichiarazioni sono in grado di influenzare le masse.

Il primo ricordo che ho di lui è quando indossò la maglia numero 88 (poi tramutata in 77) nel Parma, con chiari rimandi fascisti. Questo è anche l’ultimo ricordo che ho di un Buffon fuori dalle righe.

Nel frattempo è diventato il capitano della mia squadra del cuore e anche quando desideravo con tutto me stesso che si arrabbiasse e attaccasse giocatori avversari e arbitri, lui si ostinava a non darmi soddisfazioni e a restare sempre pacato ed equilibrato.

I calciatori sono così, alle volte non ci sembrano neanche umani, sono il simbolo di chi è benedetto dalla natura in modo diverso da “noialtri”.

Il primo segno di umanità lo fa intravedere dopo l’eliminazione con la Svezia, quelle lacrime che lo fanno apparire più vicino a noi, ma ancora adeguato. Quell’ultimo minuto con il Real Madrid, però, mi ha sbattuto in faccia tutte le sue fragilità.

Passi l’espulsione, che ci può stare, ma le parole dettate dalla frustrazione che esprime successivamente (“l’arbitro ha un bidone al posto del cuore, dovrebbe essere più sensibile etc..”), mi hanno spiazzato. Perché sei così umano Gigi? Io ho bisogno di sentire che sei diverso che sei un gradino sopra gli altri.

Idealizzare gli altri essere umani è un meccanismo utilissimo che tutti noi utilizziamo fin da bambini. Abbiamo bisogno di credere che nostro papà sia un grande, così ci sforziamo per raggiungere e superare il suo livello e allo stesso tempo siamo appagati di avere a che fare con una persona della quale andare fieri.

A me succede lo stesso con Buffon: ho bisogno che sia diverso dagli altri capitani che si lamentano degli arbitri, perché in qualche modo c’è una parte infantile di me che si identifica in lui.

Il portiere della Juve è stato in ogni caso in grado di dividere gli animi e i pareri, infatti leggo molti tifosi (juventini e non) d’accordo con le sue parole, che mitizzano il personaggio a tal punto che qualsiasi cosa esca dalla sua bocca acquisisce in qualche modo un senso.

Ovviamente invidio molto queste persone che non hanno perso il loro eroe, io invece oggi mi ritrovo a sentirmi ancora un po’ più adulto.

Perché mi hai fatto questo Gigi?

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