Quando e perché andare dallo psicologo?

Chiunque fa fatica ad affrontare queste situazioni vivendo momenti davvero difficili che possono tramutarsi in grandi sofferenze, ansie, stress, preoccupazioni. Può capitare di percepire queste situazioni come difficilmente risolvibili e di dare loro una dimensione maggiore di quella che hanno in realtà. Queste sensazioni ci possono fare sentire impotenti, inadeguati, disorientati e spaventati. Ci si rivolge allo psicologo nei casi in cui vi sia una difficoltà ad instaurare relazioni affettive significative, nei problemi relazionali al lavoro, nei disagi nella coppia e in quelli esistenziali, nei casi di attacchi di panico, ansia diffusa, problemi d’umore e fobie, in periodi critici della vita, come un divorzio, una malattia o la perdita di una persona cara. In generale consultare uno psicologo può essere importante in ogni situazione in cui c’è una sofferenza che ostacola la realizzazione dei nostri progetti e ci impedisce di guardare al futuro con serenità e consapevolezza dei nostri mezzi. Certamente il supporto di amici e famigliari può essere fondamentale, ma spesso non basta e abbiamo bisogno di qualcosa di diverso, qualcosa di più. Non siamo “pazzi” o “malati” se ci rivolgiamo ad uno psicologo, ma semplicemente esistono dei momenti in cui si ha bisogno dell’aiuto di un professionista. Rivolgersi ad uno psicologo può aiutare a dare un senso a ciò che viviamo, pensiamo e a ciò che gli altri fanno e pensano. Può farci scoprire potenzialità che non credevamo di avere, può darci nuove chiavi di lettura della nostra storia personale e può permetterci di accrescere le nostre competenze relazionali e comunicative. “Credo che ognuno di noi sia composto da molteplici parti, alcune riescono a raggiungere la nostra consapevolezza, altre no. Il mio lavoro consiste anche nel tentativo mettere in comunicazione queste parti diverse, che potrebbero essere in contrasto tra loro e foriere di sintomi spiacevoli. Trovo, infatti, che spesso possa essere molto interessante cercare insieme il significato celato dietro il sintomo stesso.”

Ci tengo a specificare che tutto ciò che dico, osservo e comunico durante le sedute può (e forse deve) essere oggetto di contraddizione da parte del paziente in qualsiasi momento. Io non detengo, ovviamente, la verità assoluta e sono fermamente convinto che voi siate i massimi esperti di voi stessi!

“Ognuno di noi ha diritto a stare meglio, a salvaguardare il proprio benessere ed è un diritto che dobbiamo imparare a concederci”