4 Miti su Amore e Relazioni da Sfatare

Ci sono molte convinzioni sulle relazioni romantiche, che non sono solo false, ma possono persino essere distruttive per i nostri rapporti. Affezionarci troppo all’idea di come una relazione dovrebbe funzionare o dovrebbe essere è controproducente, perché al primo segno che le cose non procedono come dovrebbero, potremmo arrenderci e andarcene. Viceversa, possiamo evitare di entrare in relazione con alcune persone a causa di segnali che vediamo come impedimenti, ma che non sono necessariamente indicativi di un problema. Di seguito vengono illustrati quattro luoghi comuni sulle relazioni e le accortezze necessarie per accorgersene e porvi rimedio.

 

  1. Il conflitto è un segno di una cattiva relazione.

Peterson (1983, come citato in Erber & Erber, 2016) definisce il conflitto come un processo interpersonale che si verifica quando le azioni di una personainterferiscono con le azioni di un’altra persona. Egli osserva che il conflitto può concludersi in tre modi:

1 – distruttivo (che può portare alla separazione)

2 – adeguato (creando un compromesso)

3 – costruttivo (che comporta miglioramenti all’interno della relazione).

Il conflitto costruttivo può essere utile per una relazione, perché può portare a una migliore comprensione tra i partner e ad una maggiore intimità. Infatti,

Pietromonaco, Greenwood e Barrett (2004) osservano che “… i disaccordi possono dare ai partner la possibilità di apprendere e stabilire strategie costruttive per adattarsi ai bisogni degli altri” (p.227).

Un conflitto che viene gestito in modo costruttivo porta i partner a conoscere meglio l’uno dell’altro e offre ad ognuno la possibilità di esprimere chiaramente i propri desideri, bisogni, obiettivi e sentimenti. Non scoraggiarti se tu e il tuo compagno litigate – il conflitto è inevitabile. Invece, concentrati sui modi per lavorare insieme per affrontare i problemi che hanno portato al conflitto.

 

  1. La convivenza porta a matrimoni migliori o peggiori.

Noterai che questo secondo equivoco va in entrambe le direzioni. Da un lato, molte persone credono che la convivenza possa migliorare la qualità di un matrimonio, perché si vive con il proprio partner, ci si conosce l’un l’altro. D’altra parte, c’è una grande quantità di ricerche che si concentra sulla connessione tra convivenza e peggiore qualità della relazione. Quindi, dove sta la verità? Si scopre che la relazione tra convivenza e matrimonio non è così facile da decifrare.

In relazione alla precedente convinzione – che la convivenza migliora il matrimonio – giocare in casa non è necessariamente vantaggioso. Infatti, può essere dannoso per la tua relazione. Le ricerche di Rhoades, Stanley e Markman (2012) hanno dimostrato che vivere insieme può ridurre la qualità di una relazione. La loro ricerca ha mostrato che quando le coppie passavano dagli appuntamenti alla convivenza, sperimentavano una comunicazione negativa, una maggiore aggressività fisica e una minore soddisfazione. È stato anche collegato a un aumentato rischio di divorzio (Stanley, Rhoades, e Markman, 2006). Un’ipotesi sul motivo per cui ciò accade è perché le coppie che si sono separate nel corso del tempo si sentono pressate a continuare la relazione e sposarsi, dato che stanno già vivendo insieme (Stanley et al., 2006). Essenzialmente, le coppie che potrebbero non essere d’accordo tra loro stanno affrontando le sfide che si presentano insieme e passano ai passi successivi prima di risolvere i conflitti adeguatamente.

D’altra parte, una meta-analisi che ha esaminato 26 studi sulla convivenza, ha mostrato alcuni risultati interessanti. coloro che hanno scelto di vivere con la persona che alla fine avrebbero sposato non hanno subito alcun decremento di stabilità coniugale a causa della convivenza. Coloro che hanno vissuto con molte persone sono stati influenzati negativamente. In sostanza, coloro che vivono con molte persone prima di sposarsi scelgono di convivere con individui con cui potrebbero non impegnarsi. Le persone che vivono solo con il loro eventuale partner possono attribuire più significato alla convivenza e, di conseguenza, non mostrano esiti negativi associati alla convivenza.

Pertanto, la relazione tra convivenza e matrimonio non può essere solo il risultato della convivenza, ma può essere collegata ad altre differenze individuali e a livello di impegno di ciascun partner.

 

  1. Gli opposti si attraggono anche in amore

Questo è uno dei malintesi più persistenti riguardo alle relazioni. Gli opposti non si attraggono in Amore. Una ricerca ha mostrato l’accoppiamento non casuale di individui che si assomigliano tra loro rispetto ad una o più caratteristiche (Buss, 1984, Watson, Beer, e McDade-Montez, 2013). Quando selezioniamo un potenziale partner, mostriamo una preferenza per le persone con tratti simili ai nostri. La somiglianza è anche un fattore importante quando le persone decidono se intraprendere o meno una relazione online (Barnes, 2003, come citato in Anderson & Emmers-Sommer, 2006).

Altre ricerche di Markey e Kurtz (2006) mostrano che le coppie di successo sono quelle in cui i partner si completano a vicenda. In questo caso, i partner non sono opposti l’uno all’altro, ma aggiungono invece qualità che migliorano e si integrano con la vita dell’altro partner.

 

  1. Il tasso di divorzio è del 50 percento.

Molti di noi hanno sentito, che la metà di tutti i matrimoni finiscono con il divorzio. La statistica del divorzio al 50% è eccessivamente gonfiata da chi si sposa e divorzia più volte. Determinare l’esatto tasso di divorzi è complicato, perché non tutti gli stati registrano e conservano i dati. In effetti, molti hanno concluso che il divorzio potrebbe essere stabile o in declino negli ultimi tre decenni (Kennedy & Ruggles, 2014).

Inoltre, quando le persone segnalano la statistica del divorzio, di solito la calcolano come il risultato della divisione di coloro che sono sposati da coloro che hanno divorziato. Ciò non tiene conto del fatto che coloro che divorziano non sono necessariamente le stesse persone sposate. Usando questo metodo, stiamo effettivamente confrontando persone di diverse coorti generazionali. Molti ricercatori dicono che il numero non ha mai effettivamente superato il 41% (Hurley, 2005). Il tasso di divorzi varia in base alla coorte e sta cambiando a causa del fatto che le persone aspettano più tempo per sposarsi e si concentrano sulla loro istruzione e vocazione prima di stabilirsi.

Si prega di tenere a mente questi quattro fraintendimenti comuni sulle relazioni e la ricerca fornita per ridimensionarli. Conoscere queste informazioni importanti ti aiuterà nel prendere in considerazione le tue relazioni romantiche.

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